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PLATONE: La visione politica e il problema educativo

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 LA VISIONE POLITICA E IL PROBLEMA EDUCATIVO IL MODELLO DELLO STATO IDEALE Secondo Platone c'è un legame tra l'etica e la politica: egli sostiene che lo Stato sia lo specchio dell'anima, visto che il modello di giustizia che presiede alla vita morale dell'individuo è lo stesso che regola la vita ordinata dello Stato. Il modello dello Stato di Platone è utopico , perché è un esempio di come potrebbero essere gestite le istituzioni politiche seguendo l’istanza del Bene e, pertanto, la sua validità non dipende dalla sua realizzazione effettiva, ma dall'idea che porta. Le classi sociali all'interno di questo modello di Stato sono: la classe dei governanti , a cui deve essere affidato il comando della città; la classe dei guerrieri , a cui è dato il compito della difesa militare; la classe dei lavoratori , a cui è affidato il compito di provvedere ai bisogni materiali. Lo Stato che Platone delinea è quindi un regime aristocratico, in cui il governo della città ...

PLATONE: La dottrina dell'etica

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LA DOTTRINA DELL'ETICA: L'ANIMA, L'AMORE E LA VIRTU' L'ANIMA L'anima per Platone è un principio spirituale, è una sostanza semplice e incorporea affine alle idee e quindi è immortale. Essa è prigioniera di un corpo da cui deve purificarsi progressivamente attraverso la conoscenza. Dopo la morte del corpo, in cui l'anima aveva sede, l'anima che nella sua vita terrena si macchia di impurità o di qualche colpa, contaminandosi con ingiuste uccisioni o azioni malvagie, dovrà pagare da sola in uno stato di incertezza fino a quando non verrà portata nella prigione che le tocca, ovvero il Tartaro. L'anima che, invece, è stata saggia e temperata e che ha vissuto nella purezza, sarà accolta nella parte più alta del cielo ovvero l'Etere. In vita ciascuno é, quindi, responsabile della propria sorte, in quanto essa è condizionata dalle proprie scelte e dalla propria condotta morale ed è per questo che la filosofia è l'unica disciplina che possa arrivare a...

PLATONE: La concezione della conoscenza

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LA CONCEZIONE DELLA CONOSCENZA LA CONOSCENZA E' REMINISCENZA Platone, riprendendo il mito della reincarnazione delle anime, afferma che la conoscenza sia reminiscenza. Secondo lui la nostra anima, Psyché , prima di nascere era nel mondo delle ideale, dove poteva contemplare le idee e aveva conoscenza di tutto. Poi però, al momento della nascita, l'anima veniva obbligata ad incarnarsi in un corpo e ciò la stordì, facendole dimenticare ciò che aveva appreso. Se essa sarebbe stata condotta in modo giusto, prima o poi sarebbe tornata allo stato di intelligenza, che possedeva quando era nel mondo delle idee. Secondo Platone infatti: "L'esperienza sensibile non porta nulla di nuovo, se non uno stimolo che risvegli il ricordo di una conoscenza precedente." LA CORRISPONDENZA TRA IL DUALISMO ONTOLOGICO E IL DUALISMO GNOSEOLOGICO Secondo Platone esiste una corrispondenza tra il dualismo gnoseologico, che è il piano del conoscere, e il piano ontologico, che è il piano dell...

PLATONE: La teoria delle idee

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  La teoria delle idee Platone inizia la sua ricerca proprio dal punto in cui è arrivato Socrate. Secondo Socrate l'anima diventa buona e virtuosa attraverso la conoscenza, Platone si pone, quindi, l'obiettivo di stabilire che cosa siano il bene e, in generale, i valori assoluti, a cui deve ispirarsi il sapiente per promuovere un rinnovamento sociale, e in che modo egli possa giungere a conoscerli. Il filosofo riconosce che i sensi non consentono di pervenire a un'idea unica e oggettiva del bene ed, infatti, ogni persona ha una visione personale del bene: ad esempio c'è chi pone il bene nella buona salute o nel piacere, eccetera. Per Platone è fuori discussione che esista una conoscenza di tipo oggettivo, perché una conoscenza di questo genere richiederebbe dei criteri di verità immutabili e universali, cioè validi per tutti e indipendenti dall'esperienza sensibile e dalle circostanze in cui ci troviamo nel momento in cui esprimiamo un giudizio sulle cose. Se noi di...

PLATONE

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  PLATONE Biografia Platone era uno dei massimi pensatori di tutti i tempi. Egli elaborò gran parte dei temi, dei concetti e del lessico della filosofia. Platone nacque da una delle famiglie più importanti di Atene, era destinato all'impegno politico amministrativo, ma la sua ambizione venne soffocata da una profonda delusione di fronte all'ingiustizia e alla corruzione che egli trovò nei vari governi. Uno degli eventi negativi che vide Platone fu la condanna a morte di Socrate e ciò risvegliò in lui la volontà di promuovere una rinascita spirituale attraverso una riflessione filosofica in grado di orientare la società verso il Bene. Critica al relativismo Secondo Platone la crisi sociale politica del suo tempo è l'espressione di una crisi più profonda, che riguarda l'intera esistenza umana. Per lui l'ingiustizia non è altro che il sintomo della scissione tra politica e saggezza, infatti se a guidare la città sono le altre persone, che non sanno guardare al di là d...

SOCRATE

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  Socrate Socrate non scrisse nulla, preferiva avere un contatto immediato con i giovani e quindi parlare con loro senza la mediazione della scrittura. Egli cerca continuamente la verità recandosi dagli uomini che avevano grande fama di sapienza e conversando con loro comprendeva che ogni persona sapeva solo una parte dell'argomento di cui parlava. E quindi uno che si riteneva sapientissimo in realtà non lo era perché non conosceva tutto. Socrate tra loro era il più saggio perché al posto di sostenere che sapeva sosteneva di non sapere e con ciò egli si affidò la missione di scuotere gli uomini dal loro torpore spirituale e costringerli con domande continue a dubitare delle loro certezze. Socrate infatti metteva in crisi le persone con cui dialogava a causa delle sue continue domande infinite e faceva capire loro che in realtà non sapevano quanto credevano. Il metodo socratico Il metodo distinto in due fasi: Ironia (fase negativa): che consisteva nella riduzione all'assurdo del...

I SOFISTI: Protagora e Gorgia

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 I sofisti I sofisti possono essere considerati i primi insegnati a pagamento della storia, con essi infatti il bagaglio culturale e l'esercizio del sapere diventano un mestiere che si esercita durante gli spostamenti di città in città rendendo così i discepoli in grado di acquisire una mentalità cosmopolita e aperta in grado di comprendere la molteplicità dei costumi e culture del mondo. "Sofista" significava sapientissimo, con il passare degli anni il termine assumerà un significato più negativo con altri filosofi come ad esempio con Aristotele. I sofisti si diedero il compito di far apprendere ai loro discepoli l'arte politica (insieme delle competenze linguistiche e retoriche) che a quel tempo erano indispensabili per far valere la propria posizione in ambito sociale. Protagora "L'uomo è misura di tutte le cose; delle cose che sono in quanto sono e delle cose che non sono in quanto non sono." La visione relativistica Protagora sostiene la visione rel...